
Cosa dire su Michael Jackson che già non sia stato detto? Straordinario artista, uomo tormentato? Oggi c’è chi si affanna a fornire spiegazioni per le sue “stranezze”. Non voleva diventare bianco, era colpa della vitiligine; era orgoglioso di essere nero. La verità su queste cose avrebbe potuto dirla solo Michael. Si può essere ammalati di psoriasi così gravemente da perdere tutta la pigmentazione della pelle? E se si è obbligati a coprirsi di trucco per nascondere le macchie, perchè non cercare di proporre il proprio colore, ma sceglierne uno diverso? E perchè sono bianchi i figli di Michael Jackson, se era felice di essere nero?
Domande che nascondono luoghi comuni. Ognuno ha diritto di decidere chi vuole essere. Bianco, nero, non sta a noi giudicare. Le scelte personali meritano sempre il massimo rispetto, restano sempre personali, anche quando coinvolgono personaggi pubblici. Tanti, troppi, dopo la morte di Michael hanno avuto qualcosa da dire, da rivelare, da affermare. Come avere informazioni vere? Così ho pensato alla sua scrittura. On line si trovano molti esempi della grafia di Michael Jackson, e su questi si basano le indicazioni che seguono. Cosa ci dice di Michael Jackson la sua scrittura?
Le firme sono molto diverse dalla scrittura, ed anche tra loro. Un ottimo esempio dell’evoluzione della firma di Michael Jackson nel tempo lo si trova sul sito trialrun.com Riferendoci alle due riportate in questa pagina, si nota, per entrambe, una notevole differenza con la grafia. Questo, per le firme, non è insolito. Spesso rappresentano un’immagine ideale, reale o desiderata, esprimono ciò che in parte si è, ma anche ciò che si vorrebbe essere. Ho avuto modo di analizzare grafie di molti cantanti, e non è infrequente trovare firme molto appariscenti. D’altronde, essere un’artista significa anche voler apparire. Delle firme la cosa che vogliamo richiamare alla vostra attenzione è il cambiamento della forma, dei collegamenti e del movimento, che, in certi casi, può essere visto come un elemento positivo, quando si passa da un modello accurato, basato sulla forma, magari sul desiderio di dare un’immagine di sè che si ritiene possa essere più gradita a chi c’è intorno, mentre in altri può indicare che la persona ha perso il contatto con la realtà oggettiva, vivendo a livello aspirazionale in un mondo diverso, che si costruisce su misura, in cui può essere liberamente se stesso ma in cui diviene anche prigioniero. Naturalmente, queste sono considerazioni molto generiche, ben diverse da un’analisi grafologica approfondita. Che forse, sarebbe davvero interessante fare, potendo disporre di scritti originali. Per dire, finalmente, chi era davvero Michael Jackson.