
Uno degli spettacoli più belli che la natura ci offre in questa stagione è quello dei boschi di castagno, quando le foglie assumono delle sfumature che vanno dal giallo al rosso al marrone. Se capita una bella giornata autunnale niente di meglio che recarsi a passeggiare in questi boschi dorati a raccogliere le castagne. Il castagno è un maestoso albero caducifoglio indigeno della zona mediterranea, dal portamento superbo con fusto dritto, alto sino a 30 - 35
metri. Sarebbe arrivato dall'Iran circa 2500 anni fa; i Romani successivamente lo diffusero sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale e in altri paesi Europei. Ha chioma folta, ampia e maestosa, tipicamente irregolare. Il tronco può raggiungere i 4-5 metri di diametro con
corteccia prima liscia e grigiastra che si screpola poi con l'età diventando spessa, profonda, bruno scuro e dividendosi in lunghe nervature a spirale, talvolta solcate longitudinalmente.
Il castagno necessita solitamente di terreni profondi, freschi, acidi e silicei, ricchi di sali minerali ma poveri di calcare. Ha bisogno di un clima temperato, e rischia di essere irrimediabilmente danneggiato sino a morire se la temperatura si abbassa. Le sue parti da utilizzare sono le foglie e la corteccia per uso officinale, i frutti per uso alimentare e cosmetico. Le qualità commestibili ed economiche dei frutti che gli hanno valso il soprannome di "albero del pane", ne hanno offuscato le proprietà fitoterapiche contenute nelle sue foglie e nella corteccia, anche se comunque per lungo tempo è stato utilizzato nella tradizione erboristica popolare. Le foglie sotto forma di infuso sono un buon rimedio per la tosse. Il decotto fatto con la corteccia è un forte tonico a livello intestinale, utile nella dissenteria; dalla decozione della buccia dei frutti si ottiene un colorante naturale, in grado di donare ai capelli riflessi rosso mogano. La castagna sfarinata ammorbidisce le nodosità dei seni e discioglie il
latte rappreso. Ma è la Gemmoterapia ad aprire un nuovo ed inaspettato capitolo sulle indicazioni fitoterapiche di questo albero. Il gemmoderivato si ottiene dalla macerazione di gemme fresche primaverili di castanea vesca in soluzione idro-glicero-alcolica. Le gemme di castanea vesca sono un valido aiuto per i ristagni linfatici degli arti inferiori. Il gemmoderivato può essere acquistato in erboristeria. Per finire, vista la stagione, non mi resta che invitarvi comunque a godervi la castagna nelle molteplici applicazioni della cucina invernale, che spesso evocano piacevoli serate trascorse in montagna: dalle semplici caldarroste cotte in una padella forata posta nella brace del camino, alle castagne bollite, allo squisito castagnaccio ed ai più complicati dolci.
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