Immagine Comunicazione, counseling, formazione

A cura di Annarosa Pacini
Il linguaggio del corpo e le bugie: si può scoprire chi mente?
Immagine Questo l’argomento di un intervento che ha visto la nostra esperta, Annarosa Pacini, ospite di RTL 102.5. Un argomento affascinante ma da trattare con prudenza: non sempre, infatti, chi utilizza una gestualità sospetta è, in realtà, un mentitore.

Si sa che il corpo non mente, o almeno, non dovrebbe. Per questo, periodicamente, ecco gli esperti pronti ad osservare al microscopio gesti ed atteggiamenti per scoprire se c’è un modo per “smascherare” il bugiardo di turno. Vari esperimenti hanno dimostrato che chi mente volontariamente è in grado, in modo a volte anche del tutto inconsapevole, di controllare alcuni gesti, ma non tutti. Se è più facile rendersi conto dei movimenti delle mani e delle braccia, o dell’espressione del volto, lo è assai meno per quanto riguarda il tronco, le braccia o le gambe. Una tendenza che trova una corrispondenza anche in grafologia: chi imita una scrittura – ed è quindi dedito ad un’azione che ha molto in comune con la menzogna, perché sta falsificando uno scritto – nota spesso gli elementi più evidenti, che, se dotato di buon occhio ed abile manualità riesce apparentemente a riprodurre, ma gli sfuggono quelli che la grafologia morettiana definisce i “gesti fuggitivi”, cioè piccoli segni caratteristici e solo apparentemente secondari. Il taglio della t, il puntino sulla i, la “gambina” della a, e così via. Così, chi mente, magari controlla i movimenti delle proprie mani, ma non si rende conto che il busto si irrigidisce quando, se ciò che dice fosse vero, dovrebbe invece sporgersi in avanti – tanto per fare un esempio. Quindi, una persona che si esprima con un tono particolarmente vivace e partecipativo, ma tenga le mani quasi ferme ed immobili, in modo “innaturale”, probabilmente sta cercando di dare un’impressione che non corrisponde a quello che davvero è il suo pensiero.
C’è anche chi osserva il modo di comunicare, di parlare, il tono della voce. Un tono monocorde su un argomento “vivace”, un linguaggio particolarmente forbito e complesso possono essere visti come indici di insincerità. Ma non dimentichiamo – e la grafologia ben insegna a comprendere queste differenze – che parlare in modo “costruito” può essere un modo per difendersi (costruendo una sorta di “scudo” tra sé e l’altro), per ostentare le proprie capacità, per richiedere un riconoscimento. I segni grafologici, infatti, legati ad “abbellimenti” insoliti e fuori misura, rimandano a comportamenti assai complessi, che troppo facile sarebbe catalogare tutti sotto la voce “insincerità”.
Perciò, se è vero che il grattarsi, o toccarsi, il mento ed il naso, può rivelarci che chi si trova di fronte a noi ci sta mentendo, non dobbiamo escludere a priori che si tratti di una persona timida, che stia cercando le parole per esprimersi meglio, o che, più semplicemente, gli pruda il naso. Occorre sempre osservare con attenzione tutti gli elementi della comunicazione, atteggiamento, mimica, gestualità, distanza, tono, comunicazione verbale: come per ogni buon investigatore, non basta un singolo indizi, è necessario trovare altre conferme. E, se si impara ad osservare davvero con attenzione, ce ne sono sempre. Quindi, cari “mentitori”, attenti: le bugie hanno le gambe corte!

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