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“Franco, oh Franco!”, Franco Neri in teatro


Artista rivelazione della passata edizione del programma cult “ Zelig Circus” il comico calabrese Franco Neri divenuto famoso grazie al suo tormentone “Franco, oh Franco”, dopo una intensa tournèe estiva che l’ha portato dal nord al sud Italia, registrando in ogni tappa il tutto esaurito, dopo essere stato al Madza Palace di Genova davanti 4000 persone, al Madza palace di Torino davanti a 7000 persone, non poteva mancare alla tappa milanese del Madza Palace di Milano: il 16 ottobre alle 21.30 con lo spettacolo “Franco, oh Franco”.

Lo spettacolo è uno spassoso viaggio attraverso il tempo, ma soprattutto attraverso la nostra bella Italia. Un viaggio che ci farà ridere senza farci dimenticare le origini, ironizzando su quelle che sono le più simpatiche differenze e caratterizzazioni dell’Italia meridionale ed in particolare della sua Calabria, rispetto a quelle del nord, nello specifico Piemontesi. Con testi comici di notevole spessore che, oltre al bruciore del peperoncino di Soverato, al bagno al mare con la camera d’aria al posto del salvagente o alla mamma in piedi alle 5 di mattina per cucinare, ricordano quanto è stato difficile per una modesta famiglia meridionale, carica di speranze e tanta buona volontà, integrarsi in città industrializzate a tanti chilometri di distanza da casa. Famiglie modeste, come quella di origine del nostro Franco, che come lui dice: “Eravamo così poveri e la casa era così fredda, che per un po’ di caldo, lasciavamo la porta del frigo aperta”. Spettacolo quindi di grande qualità, che accomuna tutti, dai più bassi ai più alti ceti sociali in un’unica grande atmosfera di divertimento e risate, senza dimenticare qualche piccolo spunto di riflessione, per 80 minuti di uno spettacolo unico, da gustare tutto d’un fiato.
Franco Story
(dal sito franconeri.com)
“Ciao a tutti, cercherò di raccontarmi in poche righe, così non vi annoiate. Artisticamente nasco come imitatore e la mia prima imitazione è stata quella del grande Lino Banfi, che stimo ed ammiro molto, la seconda quella del mio grande idolo cinematografico, Robert de Niro e poi via tante altre. Un bel giorno mia madre, stanca di sentire mille voci diverse dalla mia camera, m’ha gridato, Franco, oh Franco! Se non la finisci, invece di mille voci, ti faccio sentire i miei millepiedi sul sedere (culo m’hanno detto che non si può dire…). E così ho capito che era meglio cambiare genere, ma cosa?
Una sera del 1978 vado a vedere uno spettacolo di cabaret in un locale di Torino, a quel punto mi sono detto, perché non provarci? Sono andato dal proprietario a chiedere se potevo esibirmi, alla sua domanda ‘Sei sicuro che ce la fai?’ Con mio tipico fare timido ciò risposto ‘Senti Fonzie, se non te li faccio ridere io, chi lo fa!’. Solo dopo mi sono reso conto di quello che avevo combinato, avevo sudato talmente tanto che la maglietta nera era scolorita e diventata bianca, e i pantaloni chiari avevano preso la tinta nera della maglia. Ma siccome non mi arrendo mai, dal proprietario e ci dico: ‘Allora? Com’è andata? Posso tornare?’. Per tutta risposta è scoppiato a ridere, lì ho capito che non era andata tanto bene, però almeno la faccia simpatica ce l’avevo così ho cominciato a lavorare sui testi. Posso dire che di gavetta ne ho fatta tanta, ma proprio tanta e iniziando proprio da quel ‘Franco, oh Franco!’ che mi aveva fatto smettere di fare l’imitatore, che ho capito che potevo raccontare, in chiave comico-ironica, ma con delle profonde verità, quelle che sono le diversità di cultura tra il nord e il sud. Dopo circa 20 anni di lavoro e tenacia, finalmente da pochi anni, ho iniziato ad essere presente in televisione ed al cinema, dove aspetto numerosi tutti voi.
Un affettuoso abbraccio meridionale, all’olio di melanzana, dal vostro Franco… Oh Franco!”

Per saperne di più: il sito ufficiale di Franco Neri


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