Il fascino dell’antico Egitto


Si terrà a Porto S. Stefano (Monte Argentario), in provincia di Grosseto, dal 17 al 31 agosto, una interessante mostra dedicata all’antico Egitto, organizzata dal Comune di Monte Argentario e dall’ Associazione Archeosofica. La mostra “Il Fascino dell’Antico Egitto” è stata ideata e realizzata dal presidente dell'Associazione Archeosofica, Alessandro Benassai, i cui studi lo hanno condotto alla scoperta del modulo costruttivo delle Piramidi, come verrà spiegato nel corso delle visite guidate che verranno eseguite gratuitamente su richiesta dei visitatori.

Il mitico Paese del Nilo e dei Faraoni, le vestigia della sua millenaria grandezza, lo splendore del suoi infuocati paesaggi e dei suoi monumenti, i grandiosi Templi con i loro misteri e il fascino della Sfinge che nella Piana di Giza sembra fare da scudo a quelle gigantesche costruzioni chiamate Piramidi, hanno esercitato da secoli ed esercitano tuttora un fascino particolare ed un’attrazione irresistibile negli animi dei visitatori e il desiderio di molti di penetrarne i reconditi segreti .
Le piramidi in particolare hanno sempre incuriosito le menti più inquiete ed assetate di mistero; ancora oggi attraggono l'attenzione dei molti turisti che ogni anno si recano in quell'assolato paese per vedere da vicino queste meraviglie. Esse riassumono e rappresentano agli occhi di tutti la chiave preziosa del misterioso Egitto. Infatti non si tratta soltanto di constatare nelle piramidi le tracce della scienza di una civilizzazione ormai dispersa da millenni, si tratta piuttosto di scoprire, impresso nei colossali e simmetrici tumuli di granito, un sapere che ancora oggi, nonostante il progresso scientifico e teconologico raggiunto stupisce i più scettici e rigorosi investigatori.
La piramide è un perfetto simbolo architettonico della più alta conoscenza integrale filosofica, religiosa e scientifica dell'antico Egitto, erede di una saggezza ancora più remota. Il tempo distruttore inesorabile d'ogni cosa, sembra aver avuto timore di quei titani che ebbero l'ardire di elevare fra l'imperversare delle bufere di sabbia rovente, pietra su pietra, quelle montagne geometriche conosciute sotto il nome di piramidi.
Sul piano desolato di Giza, al sicuro dall'inondazione, dai monti Libici scendendo verso il Nilo, si estende la spettacolare e grandiosa necropoli di Menfi custodita ancor oggi dalle grandi piramidi che ne sono l'avanguardia granitica. Esse ci ricordano i nomi dei loro audaci costruttori: Cheope, Chephren e Micerino.
Per lunghi secoli la loro gigantesca mole, costruita secondo una potenza ed un'arte sopravvissuta alla distruzione del tempo, dei popoli invasori, alla caduta d'imperi secolari, fu creduta l'estrema dimora tombale dei faraoni costruttori. Questa supposizione è stata avvalorata dal fatto che violate le loro ermetiche chiusura di pietra si sono scoperte camere funerarie, per quanto non siano stati ritrovati i corpi imbalsamati degli stessi re costruttori. Quest'ipotesi tuttavia non sembra escludere, almeno nei confronti della piramide di Cheope, il cui interno racchiude una camera sepolcrale con un sarcofago aperto e vuoto, un uso rituale. Prossima alle tre grandi Piramidi, a simbolo del sole levante, emerge dalle sabbie infuocate la Sfinge, scolpita sulla viva roccia, dallo sguardo fisso nell'infinito e dall'espressione impenetrabile e malinconica, sino ad incutere il terrore dell'ignoto. Tutte le piramidi, ma quella di Cheope in particolare, sono state considerate veri archivi e biblioteche racchiudenti i segreti dell'alta scienza d'Egitto. Alcuni ricercatori asseriscono che i costruttori delle piramidi vollero tramandare con esse la sintesi della loro saggezza e della loro conoscenza in merito alle arti e alle scienze.
La Mostra, ospitata, a Porto S. Stefano, nella Sala Consiliare del Comune di Monte Argentario, resterà aperta fino al 31 Agosto 2005, tutti i giorni, dalle ore 18 alle ore 23. Ingresso libero. Per informazioni: 0564 410112 - 349 1243010.
Durante il periodo della mostra, sempre nella Sala Consiliare, verranno tenuti incontri su:
“Il simbolismo numerico delle piramidi”
Sabato 20 agosto - ore 18,30
Relatore: Dr. Daniele Corradetti

Siamo nel 2680 a.C. in uno dei momenti di massimo splendore della storia Egiziana. Alla guida della nazione vi è il Re Snofru, Sovrano dinamico e geniale, le cui conquiste sia in guerra che nelle arti e nelle scienze dettero all’Egitto un gran fulgore. In questo contesto storico il re-architetto Snofru inaugurerà un nuovo stile architettonico, quello della piramide geometrica, le cui linee essenziali rappresentano il vero compendio della dottrina della mistica solare di cui Snofru stesso fu il primo proclamatore. Poiché nell’Antico Regno era la mistica a fare da propulsore alle arti e alle scienze, il nuovo stile architettonico inaugurato da Snofru mette in evidenza precisi rapporti matematici che esprimono un simbolismo religioso ed una conoscenza spesso sottovalutati, ma che risultano fondamentali per farsi un’idea completa sul significato delle Piramidi e che verranno ampiamente illustrati nel corso della conferenza. L'ingresso è libero.
“Astronomia egiziana - Il Planisfero di Denderah”
Sabato 27 agosto 2005- ore 18,30
Relatore: Dr. Gianluca de Martino

L’immensità del cielo notturno ha sempre mostrato all’uomo, sin dal momento in cui apparve sulla terra, un firmamento disseminato di stelle. Gli antichi Sapienti, in base ad una tradizione via via arricchita di nuove rivelazioni, avevano diviso il cielo osservabile in un certo numero di costellazioni, ognuna delle quali aveva un preciso significato simbolico associato ai misteri della vita e della morte. La più famosa rappresentazione del cielo dell’antichità è indubbiamente lo Zodiaco di Denderah, scoperto da un ufficiale napoleonico nei primi dell’800 nel tempio di Hathor a Denderah e tuttora conservato al Louvre di Parigi. In questo planisfero, antico di migliaia di anni, sono stati scolpiti con cura i simboli delle costellazioni visibili, nel cielo nord boreale, agli antichi astrologi egiziani con i pianeti e le stelle fisse che ebbero per loro importanza. In questo significativo Planisfero è interessante rilevare che lo Zodiaco è stato curiosamente rappresentato con l’ordine invertito dei Segni e nel centro si possono vedere chiaramente le costellazioni dell'Ippopotamo e della Zampa Anteriore del Toro che indicano il Polo Nord Celeste.

Per saperne di più: Associazione Archeosofica

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