Immagine Città

"Il Michelangelo incognito”


Alessandro Menganti e le arti a Bologna nell'età della Controriforma, 17 maggio -1 settembre 2002, Museo Civico Medievale.

Il Museo Civico Medievale di Bologna propone una rivisitazione dello scultore bolognese Alessandro Menganti, "il Michelangelo incognito" come ebbe a definirlo Agostino Carracci, che gli era stato allievo. L'idea della mostra nasce in occasione del restauro - dovuto a Giovanni Morigi - del busto in bronzo di Gregorio XIII (oggi conservato presso lo stesso museo), probabilmente commissionato all’artista per il soggiorno bolognese di papa Boncompagni, previsto per l’aprile del 1576. Al ritratto scultoreo è affiancata una serie di spettacolari calchi (realizzati dal restauratore nel corso dell’intervento) dell’opera più nota di Menganti, la monumentale statua a tutta figura dello stesso Gregorio XIII (1576-1580) per la facciata del Palazzo Comunale, che consentiranno di istituire un confronto ravvicinato fra le due diverse immagini del pontefice realizzate dallo stesso artista. L’esposizione offre inoltre l'occasione per prendere in esame, più complessivamente, la personalità notevole, eppure ancor poco conosciuta, dello scultore, nel contesto della situazione artistica felsinea degli ultimi decenni del Cinquecento, sollecitata anche dalla presenza del Giambologna. La mostra si apre proprio con il bozzetto di quest’ultimo per la fontana del Nettuno, cui si affiancano alcune opere tradizionalmente attribuite al Menganti: le due statue in terracotta raffiguranti Sant’Apollonia e la Maddalena conservate presso la chiesa di San Giovanni in Monte e il disegno del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi posto dalla critica in relazione con la statua del Palazzo Pubblico. Anche l'importante attività di medaglista dello scultore sarà testimoniata grazie ad una scelta di medaglie e di monete da lui realizzate a partire dal 1573 come coniatore della Zecca bolognese. Non meno significativa è una selezione di sculture (opere di Lazzaro Casario) e di dipinti con la funzione di evocare, per sommi capi, il contesto figurativo nel quale l’artista si trovò ad operare da protagonista a fianco di pittori come Orazio Samacchini e Bartolomeo Passerotti. Di quest'ultimo è esposto per la prima volta - a fianco dei numerosi ritratti, in parte realizzati per la stessa famiglia Boncompagni - uno dei due disegni conosciuti con il ritratto di Gregorio XIII, preparatorio alla relativa incisione di Domenico Tibaldi, anch’essa presente in mostra. Altre importanti opere di oreficeria documenteranno l’attività svolta da alcuni orafi locali per la corte papale, ad iniziare dal Torreggiani, autore dei grandi Candelieri e della Croce d'altare in bronzo eseguiti nel 1581 per conto di Ludovico Bianchetti, maestro di camera di Gregorio XIII (Bologna, chiesa San Giacomo). La mostra, che prevede una serie di visite guidate nei fine settimana, è accompagnata da un catalogo (edizioni Edisai) a cura di Andrea Bacchi e Stefano Tumidei, primo volume della nuova serie “Monografie” realizzata dai Musei Civici d'Arte Antica di Bologna.
"Il Michelangelo incognito". Alessandro Menganti e le arti a Bologna nell'età della Controriforma. Bologna, Museo Civico Medievale, 11 maggio-1 settembre 2002.
Orario: martedì-sabato 9-18.30, domenica e festivi 10-18.30; chiuso lunedì.
Ingresso alla Mostra e al Museo: interi euro 4, ridotti euro 2.
Catalogo: "Il Michelangelo incognito". Alessandro Menganti e le arti a Bologna nell'età della controriforma, a cura di Andrea Bacchi e Stefano Tumidei, “Monografie”, Edisai, euro 18 (euro14 in mostra).
Per informazioni: URP Comune di Bologna tel. 051/203040.


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