
MAGIA! "Non esiste l'impossibile. L'impossibile non esiste".
"Il possibile è il limite mobile di ciò che sei disposto ad ammettere".
Erri De Luca
Massima Baolian
Prendete un bambino e rinchiudetelo in un sottoscala. Fatelo odiare da zii adottivi concentrati su un odioso figlio "vero". Dategli undici anni di violenze psicologiche, una brandina come letto e la sola compagnia di polverosi manici di scopa, prodotti per l'igiene della casa e un paio di topi come co-inquilini. Prendete un bambino e toglietegli tutto, lasciandogli solo una cicatrice a forma di fulmine sulla fronte. Vi accorgerete che, per quanto profonde possano essere le privazioni, gli resterà la capacità di sognare. E si rifugerà in essa. Magari s'inventerà d'essere l'erede di una dinastia di maghi, che i suoi genitori sono stati uccisi da uno stregone cattivo per salvargli la vita. S'immaginerà di poter fuggire su un treno inesistente diretto ad una scuola di magia dove i manici di scopa si cavalcano, ogni liquido viscoso e colorato è una pozione ed un topo è una creatura magica o un simpatico "familiare". Harry Potter - il protagonista del film di Chris Columbus e, prima ancora, dell'ottima serie di libri di J.K.Rowling - è un bambino nel sottoscala i cui sogni di magia si avverano ad uno ad uno. Il malvagio Voldemort è davvero l'omicida dei suoi genitori, il binario 9 e 3/4 porta veramente alla Scuola di Magia di Hogwarts, i manici di scopa adornano, senz'ombra di dubbio, le vetrine dei negozi sportivi dei maghi, ove torme di adolescenti con il pallino del Quidditch - il complicato "calcio" dei maghi che si gioca volando - sbavano per l'ultimo modello di Nimbus 2000.
Capita di incontrare adulti i cui desideri si sono tutti avverati. Non è improbabile, visto che i desideri degli adulti tendono a restare nel ristretto campo da gioco del "possibile". Ma vi assicuro che non troverete un bambino a cui sia capitata la stessa cosa. Questo perchè i bambini, come i saggi, il confine tra "possibile" ed "impossibile" non lo percepiscono. Perchè il loro campo da gioco è davvero quello del Quidditch con le sue scope volanti. È per questo che - in un'età come la prima adolescenza in cui si comincia ad imparare che "sognabile" ed "avverabile" sono insiemi che non si sovrappongono - la storia di Harry Potter non può che mietere incondizionati successi. Perchè mentre a tutti noi, prima o poi, è stato rivelato che Babbo Natale non esiste, ad Harry Potter, un bel giorno, è stata detto che esiste eccome e che, anzi, ne abbiamo pure le prove. Che non credere nell'impossibile è roba da "Babbani" - come i maghi chiamano noi "mondane creature" che non riusciamo a vedere la magia aldilà del nostro naso. Come non essere assolutamente affascinati dal mondo di Harry Potter? Come non seguirne le gesta su carta e non precipitarsi immediatamente - la sera stessa di giovedì 6 dicembre - a vedere le sue gesta farsi immagine nella sala buia di un cinema? Chris Columbus ("Mamma ho perso l'aereo") ci racconta la storia del ragazzo mago e dei suoi amici Ron ed Hermione per tutto il primo anno di lezioni della scuola di Magia di Hogwarts. Tra lezioni di incantesimi e pozioni, avventure a non finire ed un "giallo" che si dipana in maniera abile e sotterranea, la storia del primo libro della Rowling, "Harry Potter e la pietra filosofale", viene trasposto fedelmente. Il libro cede al film una storia così forte da non aver bisogno del richiamo di attori famosi o di una regia particolarmente originale per divertire o attirare il grande pubblico. Bambini, adolescenti e quegli adulti che l'età non ha reso "Babbani" trattengono il fiato, sgranocchiano pop-corn ed unghie, si lasciano stupire. Ed è questa capacità di meravigliarsi che incanta. E' il credere ancora che un giorno qualcuno verrà a dirti: "Sei stato uno stupido, ti abbiamo ingannato quando ti abbiamo detto che la magia non esiste" ad essere la vera magia.![]()
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