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Pensioni: capirci qualcosa

Immagine Dal 6 novembre 2006 è on line l'aggiornamento del sito Internet tfr.gov.it che il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha dedicato alla previdenza complementare.

All'interno sono consultabili i contenuti della riforma della previdenza inseriti nel decreto legislativo 252/2005 e le modifiche in corso di approvazione. Fra le principali novità l'anticipo dell'entrata in vigore della Previdenza complementare al 1° gennaio 2007. Il sito è strutturato in sette sezioni principali dedicate ai seguenti argomenti: Lavoratori interessati; Forme pensionistiche complementari; Scelta sulla destinazione del TFR;
Finanziamento fondi e investimento contributi; Prestazioni; Agevolazioni fiscali;
Commissione di Vigilanza - Covip. E', inoltre, disponibile una pagina dedicata alla normativa e un'altra contenente un glossario della terminologia più utilizzata per illustrare gli argomenti trattati nel sito.
Il sistema pensionistico italiano ha subito dagli anni Novanta un processo di riforma per contenere la spesa pensionistica al fine di garantirne la sostenibilità. La riforma rappresenta un’importante evoluzione nella storia della previdenza italiana: essa è infatti incentrata sullo sviluppo di un sistema pensionistico basato su due “pilastri”, di cui il primo è rappresentato dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap, Casse professionali ecc.) e assicura la pensione di base; il secondo, è rappresentato dalla previdenza complementare per l’erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio al fine di assicurare più elevati livelli di copertura previdenziale. Infatti, per i lavoratori entrati nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio 1996 o con pochi anni di servizio a quella data, la pensione pubblica sarà notevolmente inferiore all’ultimo stipendio percepito. Per attenuare tali effetti, la riforma ha previsto la possibilità di aderire alle forme pensionistiche complementari per affiancare alla pensione obbligatoria una pensione aggiuntiva volta a contribuire al sostegno del tenore di vita nell’età anziana.
Lo Stato favorisce tale scelta prevedendo, per chi si iscrive ad una forma pensionistica complementare, particolari vantaggi fiscali non altrimenti ottenibili scegliendo altre forme di investimento del risparmio. Al fine di consentire la formazione di una pensione complementare di importo più significativo, il decreto legislativo 5 dicembre 2005 n. 252 prevede che i lavoratori dipendenti possano scegliere di destinare alle forme pensionistiche complementari il proprio TFR. Il disegno di legge finanziaria approvato dal Governo e attualmente all’esame del Parlamento anticipa al 1° gennaio 2007 l’entrata in vigore del citato decreto legislativo 252/2005 (inizialmente fissata al 1° gennaio 2008). Per la scelta da compiere in ordine alla destinazione del TFR, va tenuto presente che l’adesione alle forme pensionistiche complementari, pur non essendo obbligatoria, è un importante strumento finalizzato ad evitare di trovarsi nell’età anziana privi dei mezzi necessari a mantenere il precedente tenore di vita.
(Fonte: Tfr.gov.it)

Per saperne di più: riforma della Previdenza complementare


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