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Droga: omologati e annoiati, i perché di una scelta sbagliata

Immagine - Droga: omologati e annoiati, i perché di una scelta sbagliata Sballa il 38 per cento dei giovani, percentuale che arriva al 52 nei minorenni, con motivazioni che vanno dalla noia nella quasi metà dei casi al volersi sentire uguali agli altri. Il 45 per cento del resto considera lo svago prioritario anche rispetto alla costruzione del proprio futuro e il 53,4 ammette la trasgressione come sistema per raggiungerlo, pur sapendo che è una sciocchezza che prima o poi si paga. Sono stati molti i punti di osservazione e le angolazioni di WeFree 2014, ultima edizione del meeting annualmente organizzato e ospitato dalla Comunità di San Patrignano per un pubblico composto da operatori ma soprattutto studenti.

Il panel di apertura ha affrontato un tema delicato e importante ma spesso strumentalizzato: l’inutilità e la dannosità del carcere per i tossicodipendenti e, quindi, la necessità di attivare misure alternative effettivamente finalizzate al loro recupero. Dal primo gennaio 1980 al 30 settembre scorso, Sanpa ha accolto 3.844 persone in sostituzione di 1.387.669 giorni di carcere, con un risparmio per la collettività di 277.635.800 euro.
Perché, è sempre bene ricordarlo, “con il carcere non paga solo il condannato ma tutta la società: per questo realtà come la nostra e San Patrignano dovrebbero essere considerate normali e non eccezionali”, come ha detto Nicola Boscoletto, responsabile della cooperativa Giotto di Padova, una delle realtà di eccellenza nel recupero dei detenuti mediante il lavoro.
Che però sono, purtroppo, una rarità: “Su 54 mila detenuti italiani, la cui recidiva reale è del 90 per cento, quelli che effettivamente lavorano sono appena 700 e presentano una recidiva del 2 per cento. Ogni euro investito in rieducazione consente un risparmio di nove euro”.

Di “sballo” si è poi parlato con, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini – che ha annunciato un progetto di formazione e socializzazione in 20 scuole pilota, in collaborazione con alcune realtà del sociale - a partire dai dati importanti e preoccupanti di Euromedia Research, illustrati da Alessandra Ghisleri.
“Sballa il 38 per cento dei giovani, percentuale che arriva al 52 nei minorenni, con motivazioni che vanno dalla noia nella quasi metà dei casi al volersi sentire uguali agli altri. Il 45 per cento del resto considera lo svago prioritario anche rispetto alla costruzione del proprio futuro e il 53,4 ammette la trasgressione come sistema per raggiungerlo, pur sapendo che è una sciocchezza che prima o poi si paga”.

Altri dati preoccupanti sono giunti dal neurologo Antonello Bonci del National Institute on Drug Abuse (Nida) americano. “Tutte le droghe agiscono sulle stesse aree cerebrali e creano una memoria inconscia, cioè dipendenza, non c’è differenza tra leggere e pesanti.
Dopo 2-3 ore di esposizione a cocaina questa memoria dura una settimana, dopo una settimana di esposizione dura tre mesi.
Gli scienziati sono concordi su questi dati, ma al pubblico non ne comunicano che una minima parte. Nell’adolescenza in particolare abbiamo una prevalenza dell’amigdala, che ci porta a fare le cose d’istinto, sulle cortecce frontali che ci avvertono del rischio”.

Particolarmente rivolta ai ragazzi, infine, la trascinante performance di Attilio Fontana, cantante noto al pubblico come vincitore del 'Tale e quale show 2013’, che ha imbracciato la chitarra per eseguire alcuni brani ma, soprattutto, ha portato la sua testimonianza assieme a Davide Scalenghe, documentarista del canale Real Time, e Alessandro Gallo: un ragazzo cresciuto in un ambiente molto difficile di Napoli, che oggi realizza inchieste con le quali ha “scoperto che le mafie operano e proliferano anche a un quarto d’ora da qui, a Rimini, o a un’ora da qui, a Bologna.
In Emilia Romagna, Lombardia, Triveneto, Marche c’è un fenomeno di infiltrazione criminale spaventoso e sconosciuto, e il fatto più sconcertante è che otto su dieci persone coinvolte sono nate e cresciute qui nel Settentrione”. Ai ragazzi Gallo ha ricordato come dalle situazioni di peggiore degrado possa sempre arrivare il riscatto: “Con la mia banda abbiamo devastato il teatro della scuola e l’insegnante, del cui successo eravamo gelosi, mi ha 'costretto’ a seguire un corso di recitazione che ancora oggi è il mio mestiere. Adesso in quella scuola torno a insegnarci”.
(Fonte: Almanacco della Scienza)



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