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Le imprese cercano 65mila candidati da assumere. E non li trovano

Immagine - Le imprese cercano 65mila candidati da assumere. E non li trovano Presentata a Job&Orienta 2012 l’anteprima dei dati Excelsior / Unioncamere sui profili introvabili, i titoli di studio più spendibili e le professioni con maggiore sbocco occupazionale. Molti i posti di lavoro che rischiano di rimanere vacanti perché i candidati sono difficili da reperire. Gli ingegneri i più difficili da trovare, gli infermieri i più ricercati. Mancano anche diplomati ad indirizzo tecnico e specialistico.

In piena crisi e con un calo generalizzato della domanda di lavoro da parte del sistema produttivo (200mila le assunzioni totali previste in meno dalle imprese, rispetto allo scorso anno), molti posti di lavoro rischiano comunque di rimanere vacanti perché i candidati sono difficili da reperire. Lo dice un approfondimento dell’analisi annuale del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, presentata a Job&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione il lavoro, promosso da Veronafiere e Regione Veneto - in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e con l’adesione del Presidente della Repubblica -, che si è tenuto alla Fiera di Verona. Su oltre 406mila assunzioni non stagionali previste dalle imprese dell’industria e dei servizi per il 2012, ben 65.500 (pari al 16,1% del totale) sono segnalate dalle imprese per la difficoltà di reperimento.

Rispetto allo scorso anno - è vero - i profili “introvabili” denunciati dalle aziende sono diminuiti, complice il difficile momento economico (nel 2011 erano infatti 117mila, pari a poco meno del 20% delle 600mila assunzioni previste entro l’anno). Eppure secondo le proiezioni anche nel 2012 sono decine di migliaia a non rispondere all’appello, soprattutto molti laureati: dei quasi 59mila che le imprese intendono assumere nel 2012 con un contratto non stagionale, uno su 5 è considerato per l’appunto “introvabile”, in tutto quasi 12mila unità. Mancano soprattutto progettisti di sistemi informatici: 900 sui circa mille che si preventivava di assumere quest’anno, dunque ben l’85% del totale. Seguono consulenti di software, analisti programmatori, e programmatori informatici (tutte figure per cui si richiede in prevalenza una laurea in ingegneria informatica). Ricercatissimi anche i progettisti meccanici e di impianti industriali (preferiti gli ingegneri meccanici e navali) e progettisti operanti nel settore dei servizi (meglio se con laurea in economia bancaria, finanziaria e assicurativa), e i revisori contabili.
La laurea in ingegneria rimane quindi la prima scelta dalle aziende alla ricerca dei profili più difficili da trovare. Passando poi alle professione di maggiore sbocco occupazionale, in testa alla classifica troviamo gli infermieri (con 3.500 assunzioni).

Per quanto riguarda i diplomati, risulta molto complicato per le aziende trovarne che abbiano scelto l’indirizzo legno, mobile e arredamento (in un caso su due). Difficoltà anche per i diplomati con indirizzo telecomunicazioni, termoidraulico, tessile, abbigliamento e moda, elettrotecnico e turistico-alberghiero. Guardando agli sbocchi professionali, molte le opportunità offerte per commessi di negozio, addetti alle amministrazioni, assistenti di vendita.

Scorrendo i dati regione per regione, spicca la Lombardia, con le imprese che cercano senza trovarli quasi il 90% dei progettisti di sistemi informatici (oltre mille le assunzioni non stagionali previste a livello nazionale). In Piemonte mancano venditori tecnici, in Emilia Romagna invece i progettisti meccanici. Tra i profili medium e low skill - ai quali hanno accesso con maggiori probabilità i diplomati e le persone in possesso di qualifica professionale -, nel Lazio non ci sono abbastanza termoidraulici e installatori di impianti idraulici, visto che circa il 99% delle corrispondenti assunzioni non stagionali previste dalle imprese sembra difficile da reperire, mentre in Trentino Alto Adige lo è oltre la metà dei camerieri non stagionali.

«Anche in uno scenario occupazionale particolarmente critico, come nel 2012, continuano ad esserci alcune aree nel mercato del lavoro dove gli imprenditori faticano a trovare le figure professionali richieste» commenta Domenico Mauriello, responsabile Centro Studi Unioncamere. «Con l’offerta di lavoro - soprattutto giovanile - in aumento e le assunzioni delle imprese in diminuzione, è chiaro che le difficoltà nel reperire i cosiddetti profili “introvabili” si sono ridotte rispetto al passato. Eppure si concentrano sulle stesse professioni: tra i laureati, quelli della filiera dell’ict come programmatori e ideatori di software, e tra le figure di livello medio basso i camerieri, termoidraulici e idraulici. Le difficoltà però sono di natura diversa, a seconda del profilo professionale: per quelli più “alti” infatti, sono legate alla formazione e a competenze che le imprese considerano ancora inadeguate rispetto alle loro esigenze. Per altri profili invece, la mancanza di candidati è da ricondursi a ragioni che hanno a che fare col consenso sociale: alcune professioni sono ancora legate a immaginari che le rendono poco appetibili agli occhi dei giovani».





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