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Separati o divorziati, i nuovi poveri

Immagine Famiglia, Eurispes: 80% padri separati non arriva a fine mese sono loro i nuovi poveri.

Se fino a pochi anni fa i genitori "erano in guerra" e i figli ne piangevano le conseguenze, oggi anche gli adulti diventano vittime. Sono proprio loro, i papa' separati, a finire sempre piu' frequentemente sul lastrico, a rappresentare una nuova categoria di poveri.
È quanto spiega l'annuale rapporto Eurispes. Secondo la Caritas il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sarebbero proprio le persone separate o divorziate. Una verita' scomoda ma facile da credere, considerando che l'80% dei padri separati non riesce a vivere con cio' che resta del loro stipendio. Per aiutarli in varie citta' d'Italia (Torino, Milano, Roma) stanno nascendo la casa dei divorziati, il condominio e l'albergo solidale, tutti immobili in locazione, strutture di residenza temporanea (che consentono una permanenza che va da uno a due anni a seconda dei casi), che permettono agli "ex" di ricominciare a costruirsi una vita partendo dalle basi. Per tutelare la nuova categoria a rischio dei papa' separati sono diverse le proposte di legge mosse, soprattutto, nella parte centro-settentrionale del Paese.
Piu' in generale monogenitori rappresentano la fascia piu' disagiata dal punto di vista economico dopo le famiglie numerose (con tre o piu' figli a carico), seguiti dagli anziani soli. Nel 2008, il 39% di essi dichiara, infatti, di non essere in grado di sostenere spese impreviste di 750 euro, il 24,4% arriva a fine mese con grande difficolta', il 22,9% presenta tre o piu' sintomi di disagio economico tra quelli previsti dall'indicatore sintetico definito dall'Eurostat, il 14,4% non riesce a riscaldare la casa adeguatamente e il 10,6% dichiara di fare un pasto adeguato almeno ogni due giorni.
Prendendo in esame la categoria dei genitori che allevano da soli i figli, diminuisce del 3,3% la percentuale di quanti (-1,6%), tra il 2008 e il 2009, sono in arretrato con le bollette (dal 18,3% al 15%) e di quanti sono in arretrato con l'affitto o con il mutuo (dal 15,7% al 14,1%). Aumenta invece di piu' di cinque punti (5,4%) la percentuale di coloro che hanno contratto debiti diversi dal mutuo e sono in arretrato rispetto al regolare pagamento (dal 10,2% del 2008 al 15,6% dell'anno seguente) e di quanti hanno contratto debiti diversi dal mutuo che pagano con regolarita' (dal 14,7% al 16,8%), facendo registrare un +2,1%.
Tra il 2008 e il 2009 si nota un seppur minimo miglioramento relativo alle spese legate ai bisogni primari: diminuisce di 1,6 punti la percentuale di monogenitori che non ha avuto i soldi necessari da spendere nell'abbigliamento (dal 24,6% al 23%), restando tuttavia invariata la posizione rispetto alla media delle famiglie prese in esame (+4,8% in entrambi gli anni); migliora timidamente la situazione di quanti non hanno avuto soldi da spendere in cure mediche, passati dal 14,1% del 2008 al 13,5% del 2009, guadagnando mezzo punto percentuale anche rispetto alla media (dal 2% all'#000000,5%); scende anche il numero dei genitori soli che non hanno i soldi necessari per i trasporti, passati dal 13,7% all'#0000001,9%, considerando che la media si attesta per entrambi gli anni al 9,1%; diminuisce infine dal 9,1% all'8,4% la percentuale di coloro che non possono spendere soldi nell'acquisto di generi alimentari. Essendo la gestione della casa una delle voci di spesa che piu' gravano sul reddito delle famiglie, prendiamo in esame il reddito netto dei genitori soli con figli a carico all'interno del nostro territorio.

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