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Nuove regole per l’apprendistato


Immagine Il Ministro del lavoro e delle Politiche sociali, Roberto Maroni, ha firmato il 14 ottobre 2004, la circolare sul nuovo contratto di apprendistato che illustra le disposizioni normative contenute nel decreto legislativo n. 276 del 2003. Il nuovo contratto di apprendistato rappresenta lo strumento idoneo per costruire un reale percorso di alternanza tra formazione e lavoro, e s'inquadra nella strategia di formazione e apprendimento continuo lungo tutto l'arco della vita.

L'apprendistato è oggi l'unico contratto di lavoro a contenuto formativo presente nel nostro ordinamento, fatto salvo l'utilizzo del contratto di formazione e lavoro nelle pubbliche amministrazioni. Nel contratto di apprendistato, a fronte della prestazione lavorativa, il datore di lavoro si obbliga a corrispondere all'apprendista non solo una controprestazione retributiva ma anche, direttamente o a mezzo di soggetti in possesso delle idonee conoscenze gli insegnamenti necessari per il conseguimento di una qualifica professionale, di una qualificazione tecnico-professionale o di titoli di studio di livello secondario, universitari, o specializzazioni dell'alta formazione attraverso percorsi di formazione interna o esterna alla azienda.
Il nuovo contratto di apprendistato rappresenta lo strumento idoneo per costruire un reale percorso di alternanza tra formazione e lavoro, e s'inquadra nella strategia di formazione e apprendimento continuo lungo tutto l'arco della vita.
Sono tre diverse ipotesi di apprendistato:
1) l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;
2) l'apprendistato professionalizzante;
3) l'apprendistato per la acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione. È stabilito un limite quantitativo alle assunzioni di apprendisti. Non è infatti possibile assumere con contratto di apprendistato un numero di apprendisti che sia superiore al 100 per cento delle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso uno stesso datore di lavoro. Tuttavia, il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, può assumere apprendisti fino ad un numero massimo di tre. Tale limite non si applica però alle imprese artigiane.
Apprendistato per l'espletamento del diritto - dovere di istruzione e formazione
(D.lgs. 276/03 art. 48)
Beneficiari
Giovani e adolescenti che abbiano compiuto quindici anni che possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione.
Durata
La durata non è superiore a tre anni ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale. La durata del contratto è determinata tenendo conto:
- della qualifica da conseguire
- del titolo di studio
- dei crediti professionali e formativi acquisiti
- del bilancio di competenze fatto dai servizi per l'impiego o da privati accreditati.
Disciplina
Contratto in forma scritta contenente:
- il tipo di prestazione;
- il piano formativo individuale;
- la qualifica che potrebbe essere acquisita sulla base dell'esito della formazione aziendale e extraaziendale;
- divieto di determinare il compenso dell'apprendista in base a tariffe di cottimo;
possibilità per il datore di lavoro di interrompere il contratto al termine dell'apprendistato (art. 2118 Codice Civile);
- divieto di interrompere il contratto senza giusta causa o giustificato motivo.
Apprendistato professionalizzante
(D.lgs. 276/03 art. 49)
Beneficiari
Soggetti di età compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni. Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato professionalizzante, per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e l'acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnicoprofessionali. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi della legge 53/03, il contratto può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.
Durata
Non può essere inferiore a due anni e superiore a sei. I contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o regionale stabiliscono, in ragione del tipo di qualificazione da conseguire, la durata del contratto di apprendistato professionalizzante.
Disciplina
- Contratto in forma scritta contenente il tipo di prestazione, il piano formativo individuale e la qualifica conseguibile sulla base dell'esito della formazione aziendale e extraaziendale;
divieto di determinare il compenso dell'apprendista in base a tariffe di cottimo;
- possibilità per il datore di lavoro di interrompere il contratto al termine dell'apprendistato (art. 2118 Codice Civile);
- possibilità di sommare i periodi di apprendistato svolti nell'ambito del diritto - dovere di istruzione e formazione con quelli dell'apprendistato professionalizzante nel rispetto del limite massimo di durata;
- divieto di interrompere il contratto senza giusta causa o giustificato motivo.
Apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione (D.lgs. 276/03 art. 50)
Beneficiari
Soggetti di età compresa tra i 18 anni e i 29 anni che possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato per il conseguimento di un titolo di studio di livello secondario, per il conseguimento di titoli di studio universitari e della alta formazione, nonché per la specializzazione tecnica superiore di cui all'articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144.
Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, il contratto può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.
Disciplina e durata
La regolamentazione e la durata dell'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta è rimessa alle Regioni, in accordo con le Associazioni territoriali del datori di lavoro, le Università e le altre Istituzioni formative.
(Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali)

Per saperne di più: visita il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali


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