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La riforma delle pensioni: i punti principali


Immagine È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2004 la legge di riforma del sistema previdenziale n. 243 del 23 agosto 2004. La Riforma, che avrà piena attuazione nel 2008, prevede, per il periodo 2004-2007, incentivi economici per coloro che, in possesso dei requisiti per la pensione di anzianità, decidano di continuare l'attività lavorativa.

La legge si propone di raggiungere due obiettivi, largamente condivisi a livello europeo: elevare gradualmente l'età pensionabile, principalmente su base volontaria; sviluppare la previdenza complementare, da affiancare a quella pubblica.
In particolare, la legge di riforma del sistema previdenziale introduce un particolare beneficio (cosiddetto superbonus) per i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno maturato o matureranno il diritto alla pensione di anzianità fino al 31 dicembre 2007, ma decidono di continuare a lavorare.
Coloro che decidono di rimanere al lavoro otterranno un aumento esentasse in busta paga pari alla contribuzione previdenziale: il 32,7% dello stipendio lordo per quasi tutti i lavoratori.
Per tutte le informazioni è attivo il numero verde Inps 800 90 10 80, dedicato esclusivamente al superbonus.
Ricordiamo che la riforma delle pensioni, "Norme in materia pensionistica e deleghe al Governo nel settore della previdenza pubblica, per il sostegno alla previdenza complementare e all'occupazione stabile e per il riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria”, era stata approvata definitivamente dall'Aula della Camera dei Deputati nella seduta del 28 luglio 2004.
I punti principali
La proposta di legge delega di riforma del sistema previdenziale approvata dal Governo si propone di raggiungere due obiettivi, largamente condivisi a livello europeo: - elevare gradualmente l'età pensionabile, principalmente su base volontaria; - sviluppare la previdenza complementare, da affiancare a quella pubblica. La delega prevede due fasi di intervento:
1. Fino al 2008: sistema immutato, incentivi e lotta agli abusi
Pensioni in vigore: nulla cambia;
Pensioni di anzianità: nulla cambia;
Incentivi a continuare il lavoro: i lavoratori del settore privato che matureranno, entro il 31.12.2007, i requisiti per la pensione di anzianità (35 anni di contributi e 57 anni di età) e che decideranno di rimanere al lavoro, riceveranno un aumento in busta paga pari al controvalore dei contributi previdenziali versati all'ente di previdenza, vale a dire il 32,7% della loro retribuzione. L'aumento sarà esente da ogni tipo di imposta;
Certezza dei diritti: i lavoratori stessi potranno liberamente andare in pensione in qualsiasi momento, anche se nel frattempo la legge cambierà;
Pensioni d'oro: viene introdotto un prelievo del 3% per le pensioni d'oro (almeno 516 euro al giorno) e viene introdotto un tetto alle pensioni stesse;
Privilegi: si procederà all'eliminazione di sperequazioni tra le varie gestioni pensionistiche, al fine di ottenere, a parità di anzianità contributiva e di retribuzione pensionabile, uguali trattamenti pensionistici;
Pensioni di invalidità: rimangono i requisiti attuali, ma l'INPS procederà ad accurate verifiche per eliminare le false pensioni;
Disabilità: i lavoratori che trasformeranno il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a part time er prendersi cura di un familiare disabile si vedranno accreditare i contributi figurativi come se lavorassero a tempo pieno.
2. Dal 2008: riforma strutturale, con eccezioni
Requisito unico per la pensione: viene confermata la regola generale del requisito unico per andare in pensione: 40 anni di contributi o 65 anni di età (60 per le donne).
Eccezioni:
Pensioni di anzianità: anche dopo il 2008 sarà possibile andare in pensione anticipata, anche se (per incentivare la permanenza al lavoro) la pensione di anzianità sarà calcolata sulla base del metodo contributivo;
Attività usuranti: chi svolge un lavoro duro (da definire con le parti sociali) potrà andare in pensione anticipatamente senza penalizzazioni;
Lavoratrici madri: le madri che lavorano potranno ritirarsi dal lavoro con un regime agevolato (da definire con le parti sociali);
Lavoratori precoci: chi ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni avrà garantito un regime agevolato (da definire con le parti sociali).
La delega contiene inoltre alcune questioni ancora in sospeso, che non avranno attuazione immediata perché richiedono un confronto tra il Governo e le parti sociali, il Governo e le regioni, il Governo e le autonomie locali:
Trattamento di fine rapporto: occorre decidere se il conferimento del TFR maturando ai fondi pensione (negoziali e chiusi) per finanziare la previdenza complementare debba essere volontario o obbligatorio;
Decontribuzione: la decontribuzione sino a 5 punti degli oneri contributivi, per incentivare l'assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato, è fortemente osteggiata dai sindacati;
Pubblico impiego: l'estensione progressiva degli incentivi e della previdenza complementare ai dipendenti pubblici dei ministeri, delle regioni, degli enti locali, delle università, etc., è affermata nella delega in linea di principio, ma la sua attuazione concreta comporta notevoli oneri di spesa pubblica, e deve quindi essere oggetto di confronto e negoziato con le parti sociali e le regioni.
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aggiornato a settembre 2004


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