Immagine Attualità

Donne e lavoro: la conciliazione che non c’è

Immagine Povere, ma belle. Donne tra cambiamenti reali e slogan politicamente corretti.

La condizione della donna nella società italiana è segnata da profonde contraddizioni. Se da un lato il nostro Paese è caratterizzato da un forte innalzamento del livello di scolarizzazione femminile, ormai superiore a quello maschile, dall’altro lato persistono segnali di ritardo: un notevole squilibrio che vede le donne concentrarsi prevalentemente nelle discipline umanistiche; la scarsa presenza femminile nel mondo del lavoro e, ancor più, nelle posizioni di rilievo, nelle aziende e nella politica; la carenza di politiche di sostegno alle famiglie e di politiche volte a favorire la conciliazione; una delle medie di figli per donna più basse d’Europa. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro è ancora costellata da differenziali di genere notevoli nell’accesso, nella permanenza e nel rientro nel mercato del lavoro dalla maternità che continua a rappresentare un fattore fortemente discriminante e l’origine principale dello scivolamento verso l’inattività. Il tasso di occupazione femminile italiano nel 2006 si attesta al 46,3% (confermato dal 46,5% del IV trimestre 2007), a fronte di una media dell’Ue del 54,7%; un risultato nettamente al di sotto dell’obiettivo fissato dalla strategia di Lisbona per il 2010, ma anche dell’obiettivo intermedio per il 2005 fissato al 57%. Un’occupazione femminile così bassa influisce negativamente anche sul tasso di occupazione complessivo nazionale: 58,4% contro il 64,4% dell’Ue.
Un ritardo clamoroso se si considera che la graduatoria relativa al tasso di occupazione femminile nel 2006 vede al primo posto la Danimarca con il 73,4% ed al secondo la Svezia con il 70,7%; si attesta al 65,8% nel Regno Unito, al 62,2% in Germania, al 57,7% in Francia, al 53,2% in Spagna. L’Italia, preceduta anche dalla Grecia (47,4%), è seguita solo da Malta (34,9%) (dati Eurostat). Il tasso di inattività femminile in Italia tra i 15 ed i 64 anni è del 48,6%, contro il 25,4% maschile (complessivo 37%); al Nord l’inattività femminile è al 39,6%, al Centro al 44%, nel Mezzogiorno si impenna al 62,3% (Istat, IV trimestre 2007).
Ciò significa che molte donne, anche giovani, hanno smesso di cercare lavoro: quasi 10 milioni di donne in età lavorativa si sono ritirate dal mercato del lavoro (il doppio rispetto agli uomini).
Una donna su 9 nel 2006 è uscita dal mercato del lavoro in seguito alla maternità; in due terzi dei casi la ragione è costituita dalle necessità di cura dei figli, in un terzo dei casi da motivazioni legate alla tipologia di contratto di lavoro. La nascita di un figlio si configura, ancora per numerose donne, come la principale causa di abbandono temporaneo o definitivo del mercato del lavoro. Non a caso i lavoratori part time sono per oltre l’80% donne, molto spesso costrette a questa scelta, sacrificando le prospettive di carriera ed il livello retributivo.
La rilevanza del tema della conciliazione è confermata dal fatto che lo stato civile ed il numero dei figli condizionano in modo particolarmente marcato la partecipazione delle donne appartenenti alla classi centrali di età – tra le quali si registra uno scarto nei tassi di attività tra nubili e coniugate. È dunque nella classi centrali di età, quando più pressante è la necessità di conciliare vita personale e professionale, che il fattore genere appare particolarmente discriminante nell’accesso e permanenza nel mercato del lavoro. In quella fase – che è anche la fase delle grandi scelte (comprare casa, fare un figlio, ecc.), e delle maggiori e più numerose responsabilità (nei confronti di bambini e genitori e parenti anziani) – la distribuzione storico-culturale tra generi delle funzioni di care-giver e bread-winner, continua a considerare le donne innanzitutto donatrici di cure e a concedere loro sempre con riserva lo status, comunque secondario, di procuratrici di reddito. Questo status, rendendo le esigenze di conciliazione un problema tutto femminile, si mostra particolarmente discriminante e acuisce i differenziali di genere nella partecipazione al mercato del lavoro.
Con sempre maggiori difficoltà e sacrifici il sistema “tiene” solo grazie all’assunzione delle responsabilità familiari da parte delle donne, spesso con supporto di una rete di aiuti informali (in primis, quando possibile, i nonni). Ma questo sistema privo di supporto esterno è ormai entrato in profonda crisi e rischia il collasso, specie col progressivo invecchiamento della popolazione e con l’incremento del lavoro femminile. Non è un caso se il nostro Paese si distingue per il basso tasso di natalità. Il numero di figli per donna è solo 1,34.
Il quadro generale, con lo scarso utilizzo dei congedi parentali da parte dei padri, conferma la resistenza culturale verso il superamento di una divisione di ruoli rigidamente dicotomica, ma va spiegato anche tenendo conto dello svantaggio economico per la coppia derivante dal fatto di rinunciare al 70% del salario più elevato, costituito, appunto, generalmente, da quello maschile. Diversamente, nei paesi scandinavi, dove si ha diritto al 100% dello stipendio durante tutto il primo anno di congedo, la percentuale di padri che fa uso dello strumento è aumentata.
(Fonte: Eurispes)

Per saperne di più: il sito dell’Eurispes


Trovi tutte le notizie di attualità, costume, società, sondaggi, in Archivio 1 "Oltre la notizia", Sezione "Attualità", oppure effettua direttamente sul sito la ricerca di ciò che ti interessa.
Inizio pagina           Chi siamo               Copyright               Cookie Policy               Privacy               P.I. 01248200535
Immagine - Scegli il miglior Hosting Scegli il miglior Hosting
Il miglior servizio di hosting è quello di SiteGround. Lo abbiamo provato per te: un servizio solido, sicuro, affidabile, le tecnologie più aggiornate, assistenza sempre a tua disposizione e prezzi imbattibili. Leggi la nostra recensione:
- Perché scegliere l'hosting di SiteGround, pro e contro
Un'offerta speciale tutta per te. Approfittane, un'occasione unica! Clicca sul link: - scopri le offerte riservate, SiteGround, vai al sito