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Redditi sempre più bassi, famiglie sempre più povere

Immagine I dati dell’indagine Istat relativi alla distribuzione del reddito ed alle condizioni di vita in Italia nel periodo 2004-2005 rivela una contrazione degli stipendi medi, una sempre maggiore difficoltà a sostenere le spese. Il reddito si riduce proporzionalmente alla riduzione del titolo di studio, come pure in relazione all’età dei percettori. Il reddito familiare, infatti, pare strettamente legato alle caratteristiche socio-demografiche. Permane il divario tra Nord e Sud.

Nel 2004 e nel 2005 la distribuzione del reddito netto familiare a prezzi correnti non ha mostrato, nel complesso, cambiamenti strutturali di particolare rilievo .
Nel 2005, le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito netto, esclusi i fitti imputati, pari in media a 27.736 euro, circa 2.311 euro al mese. Tuttavia, la maggioranza delle famiglie (61,0 per cento) ha conseguito un reddito inferiore all’importo medio appena indicato, a causa della distribuzione diseguale dei redditi. Considerando, invece, il valore mediano del reddito, risulta che il 50 per cento delle famiglie ha percepito nel 2005 meno di 22.460 euro (circa 1.872 euro al mese).
Il reddito netto familiare mediano cresce all’aumentare del numero dei componenti della famiglia e dipende soprattutto dal numero dei percettori presenti e dalla tipologia della fonte principale di entrata. Nel 2005, il reddito mediano delle famiglie con un solo percettore è stato pari a 14.231 euro, rispetto ai 42.299 euro delle famiglie con tre o più percettori. Il 50 per cento delle famiglie con redditi prevalenti da lavoro autonomo ha guadagnato nel 2005 meno di 28.242 euro l’anno (2.354 al mese), rispetto ai 28.495 euro (2.375 euro mensili) delle famiglie la cui entrata principale proviene da lavoro dipendente. Se il reddito prevalente è una pensione o un altro trasferimento pubblico, il reddito netto mediano è invece pari a 16.008 euro (1.334 al mese).
Confrontando le tipologie familiari, emerge che gli anziani soli dispongono di un reddito netto meno elevato: il valore mediano indica che il 50 per cento di queste famiglie ha guadagnato nel 2005 meno di 11.034 euro (920 euro mensili). Le persone sole con meno di 65 anni invece hanno potuto contare su un reddito più consistente (la mediana è di 15.025 euro).
Le coppie con figli hanno un reddito mediano pari a 32.363 euro, quelle senza figli di 22.586 euro. In presenza di figli minori, il reddito familiare risulta tuttavia più basso. La differenza è particolarmente evidente per le coppie con tre o più figli minori, che nel 50 per cento dei casi hanno guadagnato meno di 26.898 euro (2.242 euro al mese), contro un valore mediano di 37.803 euro delle coppie con figli tutti maggiorenni.
Fra le famiglie con figli, quelle in cui è presente un solo genitore presentano i redditi più bassi: nel 2005, il 50 per cento di queste famiglie ha potuto disporre infatti di meno di 24.048 euro (2.004 euro al mese). Le famiglie monogenitore in cui vi è almeno un figlio minore hanno guadagnato ancora di meno: la metà dei monogenitori con figli minori a carico ha percepito redditi non superiori a 1.586 euro mensili (19.032 euro l’anno).
Le famiglie in cui è presente almeno un anziano dispongono di redditi meno elevati. In particolare, il reddito mediano è pari a 14.988 euro nelle famiglie in cui è presente un solo anziano, a 21.309 euro in quelle in cui gli anziani sono due o più.
I redditi familiari sono caratterizzati da un diverso grado di dispersione a seconda della fonte principale di entrata. Le famiglie il cui reddito più importante è una pensione (o un altro trasferimento pubblico) sono relativamente più concentrate nella parte sinistra della distribuzione, con redditi inferiori ai 30 mila euro, mentre quelle che vivono prevalentemente di redditi da lavoro dipendente e autonomo sono distribuite su un intervallo più esteso, che include anche il segmento centrale della distribuzione (dai 30 ai 60 mila euro).
Il reddito netto delle famiglie dipende soprattutto dalle caratteristiche socio-demografiche dei componenti (sesso, età, titolo di studio, condizione professionale) e, in particolare, da quelle del principale percettore di reddito della famiglia. Il valore mediano dei redditi cresce all’aumentare dell’età del percettore più importante fino a raggiungere un massimo tra i 45 e i 54 anni.
Il reddito netto familiare è tanto maggiore quanto più alto è il livello di istruzione del principale percettore. Quando il reddito prevalente è guadagnato da un laureato, il reddito mediano della famiglia risulta più che doppio rispetto al caso in cui il percettore più importante ha la licenza elementare o nessun titolo. Il 50 per cento delle famiglie il cui principale percettore è laureato - situazione cui si associa più spesso un maggior numero di percettori in famiglia (ad esempio: partner entrambi occupati) - guadagna più di 38.248 euro l’anno (3.187 euro al mese). Nello stesso tempo, la metà delle famiglie in cui l’entrata principale proviene da una persona con basso o nessun titolo di studio ha potuto disporre nel 2005 di un reddito non superiore a 14.402 euro (1.200 mensili).
La distribuzione dei redditi è caratterizzata anche da importanti differenze di genere: le famiglie il cui principale percettore è una donna presentano un reddito mediano pari a circa due terzi di quello delle altre tipologie familiari.
I risultati dell’indagine confermano inoltre l’esistenza di un profondo divario territoriale: il reddito mediano delle famiglie che vivono nel Sud e Isole è pari a circa il 70 per cento del reddito delle famiglie residenti al Nord (Figure 3 e 4). In effetti, il reddito netto familiare (con o senza i fitti imputati) è inferiore al dato nazionale in tutte le regioni meridionali ed insulari, mentre risulta superiore in tutte le regioni centro-settentrionali, ad eccezione della Liguria (Tavola 5). Le province autonome di Trento e di Bolzano presentano i redditi mediani più elevati (più di 27.000 euro, senza considerare i fitti imputati), seguite dalla regione Lombardia con 25.840 euro. Il reddito mediano familiare più basso si osserva invece in Sicilia (16.658 euro). Le differenze territoriali risultano ancora più evidenti se nel calcolo del reddito si tiene conto degli affitti imputati (Tavole 3 e 4). In questo caso, infatti, il divario fra il reddito familiare mediano del Nord e quello del Sud risulta di circa 9.000 euro, mentre in assenza dei fitti imputati la differenza è pari a circa 6.500 euro.


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