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Genitori poco presenti, e il bullismo aumenta

Immagine Genitori poco presenti, bullismo, trasgressione spinta nel tempo libero. Il 20% degli adolescenti (giovani fra i 14 e i 17 anni) del Lazio presenta una qualche forma di disagio, in almeno un paio dei seguenti campi della vita: in famiglia, a scuola, nel rapporto con gli amici oppure nella fruizione del tempo libero; e tale disagio si manifesta anche nella pratica di comportamenti trasgressivi o violenti. Una situazione, che, purtroppo, appartiene anche alle altre realtà italiane.

In famiglia: è soprattutto in famiglia che le condizioni di vita dei giovani con sintomi di disagio si differenziano da quelle dei giovani che non mostrano avere problematiche particolari; infatti: solo il 28,8% di essi ha modo di discutere in famiglia delle cose che li riguardano; e ciò comporta che in quasi il 15% delle case di questi ragazzi si vive un clima di tensione conflittuale, e nell'11% viene percepita una mancanza totale di comunicazione; si parla poco della scuola (capita soltanto al 45,7%) o del loro futuro (solo al 36%) e magari si parla più spesso di gossip o personaggi dello spettacolo (nel 14,5% dei casi, mentre nelle altre famiglie accade solo nel 6,6% dei casi). Per i ragazzi a disagio, poi, il contrasto con i genitori si concentra sui comportamenti che i genitori disapprovano (il 33,1% rispetto al 15,4% degli altri ragazzi che non manifestano disagio). E' più raro che ci siano situazioni di aiuto nei compiti (solo il 36%) oppure l'accompagnamento a mostre e musei (37,5%) o consigli sul leggere libri (meno del 15%), mentre queste possibilità nelle famiglie senza disagio adolescenziale sono tutte percentualmente più significative.
Il rapporto con i libri differenzia in modo netto i ragazzi a disagio: ben il 52,6% non legge alcun libro di contro al 28,8% degli altri ragazzi.
A scuola: tutti i ragazzi intervistati, sia quelli con forme di disagio sia gli altri hanno un comune giudizio negativo sulla scuola, tuttavia per motivazioni prettamente adolescenziali, ovvero per l'eccessivo carico di studi, orari troppo pesanti, troppi compiti ecc. (lo pensa il 62,7%), il poco ascolto delle esigenze degli studenti (52,5%) e l'inadeguatezza delle strutture, aule, laboratori (46,2%); però i ragazzi a disagio sono molto meno convinti che l'istruzione offra maggiori opportunità nella vita (solo il 48,3% rispetto al 74,2% degli altri), piuttosto credono che la scuola non sia importante, perché la vita è molto diversa rispetto agli insegnamenti scolastici (il 19,3%, contro il 5,6% degli altri), oppure che non serva a niente, perché sono altre le cose (soldi, notorietà, ecc.) che contano nella vita (il 13,1% rispetto all'1%). Si dividono i ragazzi a disagio dagli altri nel giudizio sugli insegnanti: il 33,9% dei primi valuta positivamente le loro attività, contro all'81,7% degli altri), ma sono concordi nel ritenere che gli insegnanti hanno linguaggi e modalità di comunicazione troppo lontani da quelli dei giovani e non rappresentano modelli da emulare. Le famiglie dei ragazzi a disagio sono poi più distanti dalla scuola visto che solo il 17,6% (contro il 40% degli altri ragazzi) coopera e interagisce in modo propositivo, mentre il 21,5% delle stesse delega tutto agli insegnanti. Appare inoltre considerevole l'esposizione dei ragazzi a disagio a fatti di bullismo: il 42,4% ha assistito direttamente a prese in giro insistenti, molestie, quasi il 34% a piccoli furti, il 31% alla diffusione di droghe leggere, quasi il 40% a scherzi pesanti, il 27,5% ad aggressioni fisiche, il 36,4% a offese, insulti, minacce, il 16,7% a le estorsioni di denaro, poco meno del 30% a dinamiche di esclusioni dalle compagnie.
I comportamenti trasgressivi: tra i comportamenti rilevati più frequentemente dai minori intervistati, sia a disagio che non, si individua: fumare sigarette (il 75,7% tra gli studenti a disagio contro il 73,5% degli altri studenti), viaggiare sui trasporti pubblici senza biglietto (il 72,8% tra gli studenti non disagiati contro il 77,2% degli studenti che manifestano disagio); ubriacarsi ogni tanto (il 71,1% tra i disagiati; il 55,6% tra i non disagiati), fumare spinelli (il 65,4% degli studenti a disagio contro il 48,5% dei non disagiati). A fare la differenza e a caratterizzare il segmento degli studenti a disagio sono i comportamenti anti-salutari, come l'assunzione di farmaci per migliorare le proprie performance, presenti nell'ambiente di vita del 41,1% degli studenti a disagio. Ed infine la ricerca ha potuto rilevare un diffuso giustificazionismo di questi comportamenti fra i giovani.
(Fonte: Censis)

Per saperne di più: Censis


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