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Difendersi dalla zanzara tigre

Immagine Febbre da Chikungunya: il virus Chikungunya è trasmesso dalla cosiddetta zanzara "tigre". Non esistono al momento farmaci specifici contro questo virus, nè disponiamo di un vaccino preventivo. Pertanto il miglior modo per prevenire questa malattia è evitare di essere punti dalle zanzare attraverso l'uso di sostanze repellenti, le zanzariere, un adeguato vestiario e il controllo ambientale delle zanzare. Per la prima volta in Italia un focolaio autoctono di trasmissione.

La febbre da Chikungunya è una malattia virale trasmessa all'uomo tramite la puntura di zanzare infette. Il virus Chikungunya appartiene alla famiglia dei Togavirus ed è stato isolato per la prima volta dal sangue di un soggetto con febbre nel 1953. Attualmente è responsabile di numerose epidemie in varie regioni dell'Africa e dell'Asia.
Questo virus causa una malattia detta febbre da Chikungunya i cui sintomi maggiori sono appunto la febbre, un esteso eritema cutaneo e dolori articolari. Mentre la febbre raramente ha una durata superiore a una settimana, i dolori articolari possono persistere per settimane o anche mesi. Non causa morte eccetto che, rarissimamente, in soggetti anziani e debilitati da altre malattie. L'infezione guarisce spontaneamente e induce una immunità che dura per tutta la vita. Non esistono finora documentati casi di febbre emorragica causati da questo virus.
La zanzara la cui puntura trasmette il virus, è primariamente la Aedes aegypti, assente in Italia, tuttavia il virus può essere trasmesso anche da altre zanzare fra cui soprattutto la Aedes albopictus cioè la cosiddetta zanzara tigre, comune ormai nel nostro paese. Mentre le aree endemiche per questa malattia sono le regioni africane e asiatiche, anche in Europa si verificano casi solitamente importati cioè di viaggiatori che si ammalano nei nostri paesi dopo essere stati punti da zanzare durante la permanenza in una delle aree endemiche. La malattia non si trasmette da uomo a uomo.
L'infezione dal virus Chikungunya, come molte altre malattie virali viene trattata con farmaci di supporto, quali antipiretici, antidolorifici e antinfiammatori. Non esistono al momento farmaci specifici contro questo virus, nè disponiamo di un vaccino preventivo. Pertanto il miglior modo per prevenire questa malattia è evitare di essere punti dalle zanzare attraverso l'uso di sostanze repellenti, le zanzariere, un adeguato vestiario e il controllo ambientale delle zanzare. Una persona ammalata di Chikungunya deve stare a riposo a casa e prendere misure per evitare le punture di zanzara in modo da non favorire la diffusione dell'infezione.
Il virus Chikungunya in Romagna. Il virus Chikungunya, trasmesso dalla cosiddetta zanzara "tigre" (Aedes albopictus) e da altre zanzare del genere Aedes, è endemico in diversi paesi tropicali ed è attualmente presente in forma epidemica nell'area dell'Oceano Indiano. Sono stati segnalati nel nostro Paese almeno 30 casi in persone che hanno fatto ritorno da aree affette. Non si erano però segnalati sinora focolai autoctoni di trasmissione.
L'identificazione del focolaio epidemico di febbre da virus Chikungunya in Romagna evidenzia in modo esemplare quanto sia importante prevedere la possibilità di circolazione di virus esotici anche nel nostro Paese e disporre di tecniche diagnostiche in grado di identificarli con tempestività. (…) L'indagine, avviata in agosto, e conclusasi rapidamente, ha dapprima permesso di avanzare, dal punto di vista clinico ed epidemiologico, l'ipotesi della circolazione di un'infezione virale esotica trasmessa da vettori, probabilmente da zanzare, caratterizzata da una sintomatologia compatibile con quella causata dal virus Chikungunya. Il giorno successivo, i laboratori del nostro Istituto erano in grado si confermare la diagnosi mediante esecuzione di sierologia e PCR. La possibile sorgente di infezione veniva identificata in una persona non residente nel paese, proveniente da un'area geografica attualmente affetta da epidemia di Chikungunya, ma che purtroppo si trovava a Castiglione al momento della comparsa dei sintomi, il giorno 23 giugno. Dopo poco più di 10 giorni, il 4 luglio, si verificava il primo caso in una persona residente a Castiglione.
Fino ad oggi sono stati segnalati fin ora 197 casi sospetti di cui 166 aderenti ai criteri di definizione di caso. La curva epidemica ha raggiunto l'acme a metà del mese di agosto, appare in discesa. L'insorgenza di altri piccoli focolai in aree contigue a quella inizialmente colpita, o di casi sporadici in persone che hanno visitato l'area affetta, segnala la necessità di tenere alto il livello di allerta. Infatti, solo un'attenta sorveglianza, quale quella sin ora attuata può favorire l'adozione di interventi di disinfestazione, appropriati e tempestivi, come quelli che hanno fino ad ora contribuito a tenere sotto controllo il focolaio iniziale e a contenere eventuali nuovi focolai di trasmissione del virus.
Ma anche se stavolta ci troviamo di fronte ad una patologia a decorso per lo più benigno, e che speriamo di poter controllare, resta il fatto che fenomeni di cui tanto si parla, quali la globalizzazione e i cambiamenti climatici, sembrano per la prima volta aver battuto un colpo.
Di Gianni Rezza, direttore del Reparto Epidemiologia del Dipartimento Malattie Infettive Parassitarie e Immunomediate


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