
In effetti, l'accusa principale mossa all'Astrologia è di non essere una scienza, di non possedere le caratteristiche di una scienza, di non poter aspirare dunque al patentino di autorevolezza e credibilità di una scienza. Il nostro pensiero moderno occidentale cerca sempre di ricondurre qualunque realtà al parametro scientifico, come se non esistesse che quello.
La risposta alla prossima puntata! Ciao a tutti!
Cari amici di Encanta,
cerchiamo ora di risolvere una questione fondamentale e dibattutissima: quella del rapporto tra Astrologia e Scienza, e più in generale, tra discipline scientifiche e discipline denominate "alternative"o "non scientifiche". Non si tratta di una questione facile, ma è necessario affrontarla, una volta per tutte, perché tale contrapposizione, come vedremo, è profondamente inesatta e non ha ragione di esistere.
Eppure giova ricordare che il concetto di "scienza" si è imposto veramente nel mondo solo in epoche relativamente recenti, ed esattamente a partire nel secolo XVIII con l'Illuminismo, una forma di pensiero filosofico di vasta portata, che segna il trionfo della RAGIONE umana, il suo emanciparsi da ogni autorità tradizionale e religiosa. Ricordiamo che in nome del razionalismo empirico, che restringeva il campo di indagine della ragione umana al solo mondo chiaramente distinguibile, l'Illuminismo le pose dei limiti ben definiti: non era l'essenza che interessava, ma la funzione: l'uomo doveva indagare il fare, non l'essere. Ciò significava che, oltre il campo specifico dell'esperienza misurabile e sperimentabile (= il mondo fisico), esisteva una sfera inesplorabile ed inaccessibile alla conoscenza umana, quella metafisica, che veniva rifiutata in blocco in quanto limite consapevolmente invalicabile della ragione umana. E con questo, si fece piazza pulita di ogni forma di trascendenza, filosofica, o religiosa o spirituale…
È facile constatare che oggi noi occidentali siamo degni figli dell'Illuminismo, e della sua mentalità materialista ed empirica. La Scienza, nel bene e nel male, domina le nostre vite in tutte le sue ramificazioni, ed è più che mai l'unità di misura con la quale si vuol misurare e giudicare ogni forma di manifestazione o di problematica umana: ciò che non rientra nelle sue regole, viene rigettato. Anche molte delle credenze e tradizioni magico-spirituali delle civiltà antiche, vengono oggi guardate con superiorità e sufficienza, e, senza che se ne possa comprendere l'intimo significato, bollate come superstizioni di uomini non evoluti.
Lungi da me il voler polemizzare con la Scienza e tutti i suoi encomiabili traguardi! Ciò che mi preme sottolineare è che quello scientifico è solo UN modo di considerare la realtà. L'umanità per millenni ha osservato se stessa, il mondo e tutti i fenomeni della vita, cercando una maniera di classificarli e ordinarli, e l'approccio non è sempre stato lo stesso; anche il concetto di "progresso", visto dalla scienza come una linea retta che dall'origine dei tempi (e dalla massima ignoranza) sale inesorabilmente verso l'aumentare delle conoscenze e la risoluzione di tutti i problemi umani, è uno dei modi di concepire l'evoluzione, ma non necessariamente è l'unico accettabile.
Se si riflette su quanto esposto finora, si comprende come la contrapposizione tra ciò che è scienza e ciò che non lo è, in realtà è un problema mal posto: non si tratta di distinguere tra due mondi opposti, né tantomeno di voler leggere con gli occhi della scienza un qualcosa che per sua natura non è scientifico. Si tratta invece di comprendere che siamo in presenza di due distinti linguaggi, di due metodi o approcci diversi alla stessa realtà. È unicamente un fatto di codice.
Per fare un esempio banale: il signor Rossi ogni mattina per andare al lavoro usa la sua macchina, e guida secondo il percorso che gli conviene fino al suo ufficio; una mattina il signor Rossi decide di usare invece l'autobus: dovrebbe attenderlo, salire, aspettare la sua fermata con pazienza, e giungere in ufficio. Invece cosa fa? Sale in autobus, prende di forza il posto dell'autista, fa scendere tutti i passeggeri e salta le fermate (tanto non gli interessano), insomma lo utilizza come la sua auto personale. Davanti alle lamentele dell'autista e dei passeggeri infuriati, il signor Rossi si inalbera e dà la colpa all'autobus perché è lento, ingombrante, pieno di gente che lo aggredisce, insomma perché non si è dimostrato in grado di portarlo in ufficio come la sua auto; poi scende e grida arrabbiatissimo che non prenderà mai più un autobus in vita sua, lamentandosene con tutti quelli che incontra.
Come giudichereste un simile comportamento? Assurdo, non credete?
Evidentemente, lo scopo è lo stesso (arrivare in ufficio), ma il mezzo è diverso, ed entrambi i mezzi hanno regole da rispettare, non si può trattare la propria auto come un autobus o un autobus come la propria auto. Sulle strade circolano però autobus e automobili…. La colpa dunque è del signor Rossi, che si è posto male nei confronti dell'autobus!
Ebbene, la scienza moderna si comporta con le discipline non scientifiche esattamente come il signor Rossi con l'autobus, vuole impadronirsene e gestirle secondo le sue regole, e poiché questo sistema non può funzionare, le incolpa di essere inadeguate e "sbagliate", non scientifiche appunto, e le scarta.
Il peggio è che anche molti esponenti delle discipline "non scientifiche", vittime della mentalità moderna e di un evidente complesso di inferiorità, cercano di arrivare ad un compromesso per ottenere un riconoscimento ufficiale dalla scienza; così facendo, cercando di adattarsi al suo pensiero funzionale scientifico, tradiscono l'originario spirito di queste discipline e le trasformano in aride tecniche, surrogati di una sapienza di ben altra originaria ricchezza.
Nel prossimo appuntamento entreremo proprio nel mondo delle discipline non scientifiche, come l'Astrologia, che utilizzano un codice e delle regole diverse da quelle scientifiche, ma non per questo sono da considerarsi senza efficacia e utilità per l'essere umano.
A questo proposito, ecco un quesito che giro a tutti voi:
sapreste indicarmi qual è l'elemento che accomuna i seguenti concetti?
Fiordaliso, margherita, stella alpina, carciofo, tulipano, rosa.
E l'elemento comune tra questi concetti?
Spada, rosso, ortica, scoppio, sangue, guerra, febbre, ira, energia, ferro, caldo, soldato, roditore, vulcano.